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Negoziazione assistita e separazione dei coniugi: niente imposta di registro

L'art. 19 della Legge n. 74, del 6.03.1987, dispone che tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, nonchè i procedimenti anche esecutivi e cautelari diretti ad ottenere la corresponsione o la revisione degli assegni di cui agli artt. 5 e 6 della l. n. 898 del 1°.12.1970, sono esenti dall'imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa.

Con la Risoluzione n. 65 del 16.07.2015, l'Ufficio dell'Agenzia delle Entrate ha stabilito l'applicabilità dell'esenzione di cui alla sopra richiamata disposizione normativa in tema di esenzione dall'imposta di registro, di bollo e da ogni altra tassa anche a tutti gli accordi conclusi a seguito di negoziazione assistita c.d. familiare di cui all'art. 6, d.l. n. 132/2014.

La Risoluzione n. 65/2015 in commento parte dal presupposto che l'accordo concluso a seguito di negoziazione assistita produce i medesimi effetti dei provvedimenti giudiziari che concludono i procedimenti di separazione e divorzio: tuttavia, precisa l'Agenzia delle Entrate, l'esenzione disposta dall'art. 19 della Legge n. 74/1987 deve ritenersi applicabile semprechè dal testo dell'accordo medesimo, emerga che le disposizioni patrimoniali, contenute nello stesso, siano funzionali e indispensabili ai fini della risoluzione della crisi coniugale.

Data: 23.01.2017
Autore: Avv. SILVIA TRITTO

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